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Attività dell'associazione Bel Monteu

IL MATERIALE PUO' ESSERE RICHIESTO PER FIERE, ESPOSIZIONI, EVENTI TEMATICI - ALLESTIMENTO AREE "ANTICHI MESTIERI"

"tasta...tasta..." passeggiata eno-gastronomica nel mese di giugno - terzo fine settimana importante e caratteristico evento che unisce gastronomia d'eccellenza, vini del territorio, cultura, arte e natura.

L'associazione è impegnata nella sensibilizzazione e nella cura dei gioielli artistici ed architettonici del territorio.

Uno su tutti è il progetto per il restauro della Cappella di San Sebastiano ed in particolare del quadro risalente al 1600.

In merito al restauro del quadro stesso, grazie al contributo di fondi privati, i lavori sono già in corso.

Generale Icilio Ronchi Della Rocca

il 25 aprile 2006, in collaborazione con il gruppo Alpini di Monteu Roero, è stato ricordato il Generale Icilio Ronchi Della Rocca, personaggio famoso nella lotta partigiana nel Roero, che ha abitato negli ultimi anni della sua vita nella Frazione San Grato e che ha dato tanto per la creazione del "Roero" come territorio autonomo e fulcro dell'area delle rocche. Ha scritto un importante libro "ricordi di un partigiano" che ci ha tramandato l'importante testimonianza della lotta per la liberazione in territorio roerino.

La manifestazione si è svolta con un importante convegno a ricordo del noto personaggio, esibizione della banda musicale di Montà d'Alba e concerto corale finale con il coro Stella Alpina di Alba e Sanstefanese di Santo Stefano Roero. La famiglia del Generale Della Rocca partecipa tuttora all'attività dell'Associazione Bel Monteu con validi contributi di stima ed affetto.

IL TESORO DEL CASTELLO DI MONTEU ROERO

A Monteu Roero, l'antico monte Acuto, s'innalza, in posizione panoramica, un bel castello in cui, pur tra i vari rimaneggiamenti, si intravedono ancora le tracce della primitiva costruzione. La storia ci dice che esisteva già ai tempi di Federico Barbarossa. Il grande imperatore, nel 1152, si rifugiò qui per mettere a riparo le sue truppe dalla peste che già le aveva decimate

L'illustre dimora ha oggi perso le caratteristiche di fortificazione e colpisce per l'eleganza e per la linearità delle forme, appena interrotte da un fregio e da una torre che, unici ornamenti, ne movimentano le parti superiori. Il verde delle piante del parco fa da piacevole cornice all'intero fabbricato rosso.

Con l'aiuto fornito dalle indicazioni presenti nei testi di filosofie occulte, opportunamente analizzate da un professore universitario specializzato in materia, si trovò la chiave di lettura: saltò fuori la vicenda di alcuni Spagnoli che, mentre si ritiravano dal Monferrato, arrivati su una collinetta in vista del Po, dovettero cercare rifugio nei boschi e nascondere il bottino perché intercettati, da truppe nemiche. Il tesoro, perché di un vero e proprio tesoro si trattava, consisteva in sacchetti di monete d'oro e d'argento con intrecci d'angeli lavorati a sbalzo.

Secondo la mappa, era stato sepolto tra quattro querce, una vecchia torre ed antiche mura su una collinetta prospiciente un paesino. Fu studiato il possibile percorso degli Spagnoli, la possibile provenienza del bottino -che fu attributo ad una abbazia del Monferrato -la geografia del corso del Po e quella delle vicine colline del Roero.

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