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Curiosità a Monteu Roero

Una sezione dedicata alle curiosità, storie e leggende legate al nostro paese. Tutto quanto è di seguito esposto risulta documentato su libri storici presenti nella biblioteca storica della RESIDENZA D'EPOCA RELAIS CORTE DEI ROTARI, libera per ogni consultazione

Di seguito sono illustrate delle proposte sempre nuove per il turista più esigente. In concomitanza con eventi o particolari ricorrenze saranno adattare apposite attività a tema.

CASCINA BELIS: dove nella metà del 1800 è stato compiuto un omicidio per mano del terribile bandito Francesco Delpero originario di Canale la cui storia è narrata nel libro di Milo Julini di Torino "IL TERRORE DEL ROERO".

Nella sera del 9 luglio 1857, gli abitanti di Monteu Roero vedono con sollievo allontanarsi dal loro paese due sconosciuti, di aspetto sinistro e dal modo di fare sospetto, che vi si sono aggirati per tutto il pomeriggio, soggiornando nell'osteria e nel caffè.

Francesco Coraglia e Giacomo Siliano, due contadini del luogo, sono venuti a Monteu per fare provvista di sale e si imbattono nei due forestieri proprio nella bottega del tabaccaio dove uno dei due figuri è entrato per comprare dei sigari mentre l'altro lo aspetta fuori.

I due contadini li guardano sospettosi ed uno manifesta al compagno il timore di un'aggressione

È un presagio: poco dopo, alle ore dieci, tra Monteu Roero e Ceresole, i due contadini sono raggiunti dai due tipacci che dapprima chiedono loro dove siano diretti, poi estraggono le pistole e li derubano: prendono tre lire con la relativa borsa al Siliano e quattro lire al Coraglia.

Il malfattore che deruba il Coraglia, appare incattivito, gli punta la pistola al volto e, con sguardo folle e feroce, gli dice : "Guai a te se ritieni ancora un soldo: per me, vedi, tanto fa l'uccidere te quanto un pollo!". E, con chiari scopi intimidatori, gli chiede se li conosca; Coraglia si affretta a rispondere di no.

Poi i due contadini, che si allontanano a passi veloci nella scura notte, sentono il rumore di una nuova aggressione, un diverbio tra aggredito e aggressore ("Non ho denari, li ho perduti al gioco" "Ne avessi perduti mille franchi, voglio i denari!"); poi due spari simultanei.

Coraglia e Siliano si recano a Canale per denunciare il fatto, danno l'allarme e ritornano sul luogo dell'aggressione con molti contadini. In un campo, dove le messi sono state raccolte in covoni, viene trovato il cadavere di un uomo anziano con gli abiti mezzo bruciacchiati. È quello del contadino Bartolomeo Bellis, di Monteu Roero.

Un luogo opportuno per gli assassini
Non vi sono dubbi per i primi inquirenti che i due figuri visti a Monteu Roero siano autori sia dell'aggressione ai due contadini che dell'uccisione efferata con scempio del cadavere del povero Bartolomeo Bellis.

I due forestieri sospetti hanno girato per Monteu senza eccessiva cautela e sono stati ben osservati. Così in base alle testimonianze delle due vittime, Coraglia e Siliano e degli altri testi, vengono fuori i seguenti connotati: uno era piccolo, magro, pallido e con i baffetti; il secondo-quello feroce- era di alta statura, con la faccia bruna e la barba nera; la sua voce era quella dell'aggressore del Bellis. Entrambi erano vestiti con giacche di fustagno alla cacciatora e quello con la barba portava un cappello basso di colore grigio; parevano avere armi nascoste. Così li descrive Remigio Poretto che li ha incontrati in paese e, alla sera, nell'osteria, dove il barbuto ha detto che era un piacere fare l'assassino in quei dintorni, ricchi di folti boschi. Margherita Conte, moglie di Biagio Nicolone, ostessa di Monteu, li ha visti nella sua osteria dove hanno chiesto un litro per poi arrivare ad un conto di tre lire; al momento di pagare, il barbuto le ha chiesto se avesse qualche commissione da affidargli per il figlio abitante a Racconigi, ma la donna ha detto di no. Vedendoli partire, un altro cliente, Giuseppe Aliberti, ha consigliato loro di desistere, perché in quei giorni vi erano state delle aggressioni e le strade erano mal sicure: i due hanno ribattuto di non avere paura. Il solito barbuto ha risposto: "Qui vicino ci sono dei boschi, si fugge dentro ed è bella e finita! E' un luogo opportuno per gli assassini" mentre l'altro ha raccontato che gli assassini avevano accecato d'un occhio suo padre.

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